LA REALTÀ ITALIANA DELLA CIRROSI EPATICA TRA TERAPIE E IMPATTO SOCIO ECONOMICO – ROMA

Ora locale

  • Fuso orario: America/New_York
  • Data: 10 Dic 2019
  • Ora: 02:30 - 08:00

Luogo

Roma, Istituto Superiore di Sanità, Aula Rossi, Viale Giano della Bella 34
Roma, Istituto Superiore di Sanità, Aula Rossi, Viale Giano della Bella 34
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Data

10 Dic 2019

Ora

08:30 - 14:00

Costo

Gratuito

LA REALTÀ ITALIANA DELLA CIRROSI EPATICA TRA TERAPIE E IMPATTO SOCIO ECONOMICO – ROMA

 

SLIDES

Claudio Puoti Responsabile Centro di Epatologia Istituto INI – Grottaferrata (RM) – Componente Network Epatologico FADOI

Claudio Zanon, Direttore Scientifico Motore Sanità

Emanuele Scafato, Direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol, CNESPS – Istituto Superiore di Sanità

Gianni Testino, Direttore SC Patologia delle Dipendenze ed Epatologia ASL3 – Ospedale San Martino, Genova – Presidente Nazionale Società Italiana di Alcologia

Lorenzo Ridola, Dirigente Medico UOC Gastroenterologia (U) AUSL Latina, Polo Pontino dell’Università “Sapienza” di Roma

Marco Bartoli, Responsabile accesso nuovi farmaci, Associazione EpaC Onlus

I deceduti per cirrosi epatica in Italia sono oggi circa 15.000 all’anno. Le nuove terapie per l’Epatite C ed i successi dei trapianti di fegato nei pazienti candidabili, hanno portato e porteranno un aumento della sopravvivenza dei pazienti con cirrosi. Di conseguenza questa malattia inciderà in maniera significativa sull’organizzazione socio-assistenziale, e sull’impatto economico gestionale dei vari sistemi sanitari regionali. Nei vari piani regionali della cronicità non può mancare quindi, una attenzione al paziente affetto da cirrosi epatica, attenzione che deve partire dal disegno di PDTA regionali, che consentano una presa in carico chiara e dettagliata tra medicina ospedaliera e medicina territoriale. Questo potrà garantire obiettivi fondamentali come: l’aderenza alla terapia di mantenimento, fondamentale per la prevenzione di complicanze gravi quali encefalopatia ed ascite, causa di gravi e ripetuti ricoveri, il potenziamento della assistenza infermieristica territoriale, la formazione del paziente e del care giver all’autocura, la sostenibilità delle cure appropriate e soprattutto un aumento dell’aspettativa di vita in buona salute.

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