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Policlinico di Modena dona €500.000 al proprio personale

Policlinico di Modena

Il Policlinico di Modena ha deciso di prendere 500.000 euro dalle proprie casse e redistribuirli al personale in servizio.

L’obiettivo di questa particolare iniziativa nasce dalla volontà di voler premiare l’impegno svolto dai propri sanitari durante il periodo di emergenza Covid-19. Ovviamente, la cifra del premio non sarà divisa in modo uguale tra tutto il personale, bensì sarà devoluta una quota maggiore per chi che ha lavorato nei reparti Covid rispetto a coloro che al contrario sono stati impegnati in altri reparti del Policlinico di Modena.

Saranno comunque premiate tutte le categorie in servizio in Ospedale, personale sanitario, tecnico e amministrativo, ma saranno presi in esame alcuni criteri, come il diverso livello di responsabilità professionale e il grado maggior di impegno durante lo svolgimento del servizio sanitario durante la tremenda pandemia da Coronavirus.

La scelta di voler donare un premio economico al proprio personale vuole essere un segnale di vicinanza.

Gli accordi con i sindacati per la distribuzione dei fondi ai dipendenti prevedono uno specifico calcolo sulla base delle ore di straordinario effettuate dal 30 aprile, quando la struttura si trovava davvero in piena crisi pandemica.

Va ricordato che lo Stato già prevede una normativa economica in favore degli operatori sanitari, ma questo premio specifica l’Azienda modenese, è un’aggiunta che verrà erogata con lo stipendio di luglio, senza che il dipendente ne faccia richiesta.

Il direttore amministrativo, Lorenzo Broccoli, ha voluto specificare come si tratti di un’intesa valutata in base al grado di responsabilità dell’operatore sanitario nella gestione della crisi, proprio per voler dimostrare come tutti abbiano influito in questo difficile periodo pur ognuno col proprio ruolo.

L’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena ha voluto inoltre rendere noto come questa iniziativa sia per loro un enorme sforzo economico ma che hanno comunque voluto dare un segnale di vicinanza al proprio personale in questi mesi difficili.

Stefano Sermonti

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