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Ora locale

  • Fuso orario: America/New_York
  • Data: 24 Giu 2020
  • Ora: 05:00 - 07:00

Prossimo evento

Data

24 Giu 2020
Expired!

Ora

11:00 - 13:00

Costo

Gratuito

LA SANITÀ DIGITALE IN EPOCA COVID-19 – Buona Salute, 24 Giugno 2020

Per accompagnare il cambiamento

 

Programma

Comunicato stampa

Scheda tecnica

Rassegna stampa

 

SLIDES

Christian Barillaro, Direttore UOC Cure Palliative e Continuità Assistenziale Policlinico Universitario Agostino Gemelli

Salvatore Di Somma, Professore Medicina d‘Urgenza Università Sapienza di Roma

Annarosa Racca, Presidente Federfarma Lombardia

 

Durante i mesi più impegnativi del Covid un grande aiuto è arrivato dalla telemedicina,
che ha permesso tra le altre cose di supportare i pazienti cronici, di sveltire gli incontri tecnici e burocratici, di salvare vite umane.
Il Covid-19 ci ha posto di fronte all’urgenza di innovare velocemente la Sanità italiana e compiere finalmente quelle riforme tecnologiche di cui si parla da anni.
La tecnologia deve essere realmente a supporto del personale socio-sanitario e dei pazienti.
Solo in questo modo potremo finalmente fare quel balzo in avanti che la nostra Sanità aspetta da anni.

 

Negli ultimi anni la sanità ha subito molti cambiamenti sia per affrontare il tema della cronicità ma anche quello della prevenzione, questo secondo un modello che superi la frammentazione dei servizi e con l’obiettivo di realizzare un’effettiva integrazione del percorso del paziente, aldilà dei classici strumenti di razionalizzazione e razionamento dell’offerta.
In questo cambiamento la sanità digitale si è dimostrata essere strumento di supporto.
L’emergenza COVID-19 ha messo in evidenza la mancanza di una rete che rendesse possibile la fruibilità delle informazioni da parte di tutti gli attori coinvolti (istituzioni, operatori sanitari e pazienti) e che permettesse soprattutto al medico di gestire in modo adeguato e in sicurezza il paziente al domicilio.
Telesorveglianza domiciliare, teleconsulto, telemonitoraggio, telemedicina sono attività che molte regioni hanno sperimentato per la gestione della cronicità e che hanno implementato, in epoca COVID-19, cioè quando si è reso necessario estendere la pratica medica oltre gli spazi fisici abituali. Esse non rappresentano specialità mediche ma strumenti di innovazione.
L’indirizzo di queste attività verso i pazienti COVID-19 ha reso pensabile il loro utilizzo in modo sistemico anche per pazienti cronici e/o fragili che sono i più vulnerabili soprattutto in caso di emergenza sanitaria.
Tutto questo, però necessita di un ripensamento dell’organizzazione sanitaria e soprattutto di quella territoriale e necessita di un raccordo di tutte le parti interessate.