Pneumologia italiana allertata e pronta a contribuire alla lotta al Coronavirus

Pneumologia italiana allertata e pronta a contribuire alla lotta al Coronavirus

 

L’emergenza creata dalla diffusione dell’infezione prodotta dal COVID 19 o Sindrome Respiratoria Acuta grave Coronavirus 2 (SARS-CoV-2) in diverse località di alcune Regioni italiane, costituisce un’importante sfida per il nostro SSN che si è pienamente dimostrato all’altezza nel rispondere a questa complessa e difficile situazione. Per contenere il contagio e trattare i soggetti che hanno contratto l’infezione da COV 19, tutte le risorse del SSN, delle Istituzioni e della Società Civile devono essere valorizzare e coinvolte.

Per poter utilizzare al meglio e in tempi rapidi le risorse sanitarie offerte dalla specialità, l’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri – Italian Thoracic Society – AIPO-ITS, sta effettuando un’azione di sensibilizzazione e di informazione presso tutte le pneumologie italiane e i propri soci, attraverso l’invio di un questionario finalizzato a valutare in questo contesto i punti forza e le criticità in termini delle risorse a disposizione, i cui risultati saranno disponibili a breve e potranno offrire un quadro utile a rispondere alla sfida di questa nuova malattia infettiva.

Gli studi epidemiologici hanno dimostrato che la principale manifestazione clinica e causa del ricovero ospedaliero è la polmonite virale (mono e bilaterale), frequentemente associata a insufficienza respiratoria e che può evolvere in circa il 15-20 per cento dei casi in ARD5 ma, al di fuori delle suddette complicanze respiratorie, il contagiato manifesta quasi unicamente sintomi simil-influenzali. Pertanto, in questo contesto, la Pneumologia può svolgere un importante ruolo in quanto:

1) lo pneumologo è chiamato a trattare i pazienti con polmoniti gravi che sono elettivamente ricoverati in pneumologia ed il personale sanitario delle pneumologie è particolarmente esperto nel trattamento dei pazienti con patologie infettive respiratorie (TBC, polmoniti causate da batteri multi resistenti, ecc.)

2) lo pneumologo ha competenze specifiche per quanto riguarda la monitorizzazione ed i trattamento dei pazienti con insufficienza respiratoria ricoverati nei reparti o nelle unità di terapia sub intensiva respiratoria

3) lo pneumologo può svolgere un compito diagnostico importante nell’esecuzione, quando necessario, della broncoscopia con BAL a scopo diagnostico

4) la figura specialistica pneumologica può svolgere, nella realizzazione dei piani di emergenza ospedalieri e aziendali, un ruolo consulenziale sicuramente di grande utilità.

Coronavirus: la SIPPS fa chiarezza e propone strategie operative funzionali

Coronavirus: la SIPPS fa chiarezza e propone strategie operative funzionali

 

In questi giorni di emergenza sanitaria nazionale e globale, sono troppi gli interrogativi che ognuno di noi ancora si pone quotidianamente. Molti sottolineano infatti che sulla base dei dati epidemiologici attuali non ci sono elementi sufficienti a definire il 2019-nCoV (Coronavirus) un virus più pericoloso dei comuni ‘virus influenzali’. Altri hanno chiesto di chiarire che cosa differenzi questo coronavirus dai comuni virus influenzali. La  Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale SIPPS  – cerca di chiarire alcuni principi di carattere generale, in attesa che i dati epidemiologici e gli esperti infettivologi possano meglio definire la pericolosità del virus.

Bisogna ricordare che nei confronti dei virus che circolano da anni/decenni – sottolinea Giuseppe Di Mauro, presidente SIPPS – i sistemi immunocompetenti umani sono in grado di rispondere in modo efficace e adeguato. Nei confronti, invece, di questi virus che hanno fatto il cosiddetto ‘salto della specie’, da animale a uomo, i nostri sistemi immunocompetenti tendono a reagire in modo pericoloso, sia per eccesso che per difetto”. Quello che è avvenuto a partire dagli anni ’90 del secolo scorso – prosegue il professor Ernesto Burgio dello European Cancer and Environment Research Institute ECERI di Bruxelles ed esperto SIPPS – è che molti virus animali sono passati dal loro serbatoio animale/naturale all’uomo: gran parte delle malattie acute emergenti sono infatti zoonosi. Finora questi virus non sono diventati vere e proprie epidemie essenzialmente perché, per nostra fortuna, non hanno acquisito le mutazioni chiave, in particolare nel gene codificante per la proteina in grado di agganciarsi ai recettori delle vie aeree superiori umane (HA – emoagglutinina). Tutto questo – conclude Burgio – per ricordare in caso di diffusione di questi virus, che bisogna agire correttamente in primis per limitarne/rallentarne la diffusione, poi per salvaguardare i sistemi sanitari e proteggere la salute degli operatori sanitari, che si trovano inevitabilmente ad essere i soggetti più esposti.

Al momento attuale non possiamo assolutamente comprendere la virulenza del coronavirus con i dati in nostro possesso. Sulla base di questa semplicistica ma necessaria premessa possiamo dedurre che il coronavirus è caratterizzato da due fattori di rischio: il lungo periodo di incubazione, che ne rende praticamente impossibile il confinamento e il possibile stato di portatore sano”. La SIPPS quindi raccomanda di evitare ogni allarmismo ma di attenersi alle direttive istituzionali, senza iniziative personali inutili e dannose. Come è stato specificato, non c’è un’epidemia e le misure restrittive devono essere ragionevoli e commisurate, di volta in volta, ai dati epidemiologici in nostro possesso. Operativamente bisogna verificare e superare le difficoltà che molti medici stanno incontrando nel contattare il 112 ed il 1500.

La SIPPS raccomanda, come unica strategia necessaria ed urgente al tempo stesso, la realizzazione di corridoi preferenziali in cui poter canalizzare i casi o supposti tali nei prossimi giorni o mesi che verranno. A tal fine la proposta che la SIPPS rilancia, già fatta quasi 20 anni fa in occasione dell’allarme pandemico per il Corona/SARS è la seguente: bisognerebbe rapidamente attrezzare centri di diagnosi e terapia dedicati, per esempio gli ospedali militari delle grandi città (attualmente quasi inutilizzati) in modo tale da trasformarli in breve tempo in centri di diagnosi, isolamento, e smistamento per i casi necessitanti di terapia intensiva. E’ importante sottolineare come questa sarebbe la miglior strategia non solo per scongiurare i rischi potenzialmente connessi all’outbreak in corso, ma anche e soprattutto per garantire un intervento rapido ed efficace in caso di qualsiasi allarme analogo dei prossimi anni. In ogni caso è importante che, allo stato attuale, l’attenzione non sia solo concentrata sull’infezione da COVID-19 perchè in questa stagione il personale sanitario deve far fronte a molte patologie infettive, anche gravi, per cui ogni intervento dovrà essere appropriato ed attentamente organizzato. A tal fine, dovrà essere garantita una puntuale e precisa informazione sull’evolversi della situazione ed ognuno dovrà fare la sua parte: istituzioni, medici e pazienti.

Emergenza Coronavirus

Emergenza Coronavirus

FONTE: 26 febbraio 2020 – regione.veneto.it

 

Chiarimenti applicativi in merito all’Ordinanza contingiible e urgente del Ministero della Salute e della Regione del Veneto – Attivo il numero verde 800462340 per informazioni su infezioni da coronavirus

FAQ

Chiarimenti applicativi in merito all’Ordinanza contingibile e urgente del Ministero della Salute e della Regione del Veneto [file pdf – 87 kb]

Ordinanza contingiible e urgente del Ministero della Salute e della Regione del Veneto [file pdf – 45 kb]

DPCM del 23 02 2020 [file pdf 35 kb]

Indicazioni per i cittadini:

Numero Verde 800462340

800462340. E’ questo il numero verde attivato dalla Regione Veneto per assistere e informare i cittadini sui comportamenti da tenere da parte delle persone che temono di essere entrate in contatto con virus.

La decisione è stata presa alla luce del fatto che numerose persone stanno chiamando il 118 per chiedere informazioni sull’infezione, per evitare il sovraccarico delle centrali operative, che può avere delle conseguenze sul soccorso a persone che hanno effettivamente necessità di un intervento immediato.

Si raccomanda peraltro di chiamare il 118 in caso di difficoltà respiratoria, per richiedere l’invio immediato di un’ambulanza.

I tecnici della Regione precisano che le persone che temono di essere entrate in contatto con soggetti infetti, ma che non hanno alcun sintomo o che presentano sintomi lievi come febbre e/o tosse senza difficoltà respiratoria, non devono chiamare il 118 e non devono recarsi in ospedale; devono invece rivolgersi al numero verde che in base alle notizie riferite fornirà tutte le informazioni e le eventuali istruzioni sui comportamenti da adottare. Inoltre gli utenti possono chiedere informazioni ed istruzioni anche al proprio medico di medicina generale.

I medici di medicina generale del Veneto potranno essere contattati telefonicamente dai loro assistiti che percepiscano sintomi, e che non dovranno quindi recarsi in ambulatorio. Il medico effettuerà un triage telefonico e deciderà se è necessario effettuare una visita domiciliare o attivare l’intervento del servizio di igiene pubblica o del sistema di emergenza-urgenza.

Allegati:

Dieci comportamenti da seguire

Indicazioni per i comuni

Video

Redazione a cura dell’Unità organizzativa Comunicazione e Informazione – Posizione organizzativa Coordinamento Internet
Data ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2020