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Sardegna Sicura l’app registra 43mila download

Sardegna Sicura

L’applicazione per cellulare “Sardegna Sicura” è on-line ormai da una settimana ed è stata scaricata da oltre 43mila persone. Questi i primi dati sull’app creata da Regione Sardegna, per monitorare gli accessi e le permanenze sull’isola nell’emergenza Covid-19.

La app creata da Riccardo Porcu, responsabile della Direzione generale sicurezza e innovazione dell’assessorato Affari generali guidato da Valeria Satta, dimostra di avere grandi potenzialità, infatti è stata scaricata da tanti italiani, ma anche turisti tedeschi, inglesi, spagnoli e francesi che desiderano visitare l’isola in tutta sicurezza.

Questa applicazione è resa obbligatoria per chi visita la Regione nell’ultima ordinanza del Governatore Christian Solinas. Quindi chi si vuole recare in Sardegna deve registrarsi prima dell’arrivo sull’isola, indicare una serie di dati personali e relativi al tipo di vacanza e alcune informazioni sanitarie relative al rischio Covid, non è invece obbligatorio accettare di essere tracciati durante la permanenza attraverso il sistema di geolocalizzazione dell’app.

Però sono stati riscontrati dei problemi come l’assenza, da parte della Regione, di una campagna comunicativa sull’app che spiegasse quale è la sua utilità. Inoltre al momento oltre ai 43mila che hanno già scaricato l’app ci sono altre 110mila persone che hanno sottoscritto solo la registrazione sul web e che ignorano l’esistenza dell’app. Infatti pare che sono molti quelli che sono sbarcati sull’isola e che erano all’oscuro di tutto.

Questi turisti hanno scoperto solo al momento dello sbarco che c’erano dei moduli obbligatori da compilare e la possibilità di registrarsi con l’app. Tutto questo ha generato confusione tra i turisti che avrebbero preferito essere informati prima. Per evitare il proseguire di questo disagio gli enti regionali stanno studiando una campagna di comunicazione preventiva, magari coinvolgendo i vettori di trasporto e le strutture di accoglienza come fatto in altre regioni a vocazione turistica.

In vista del turismo estivo sono molte le Regioni che stanno studiando strategie diversificate per tentare di contenere il diffondersi del Covid-19 a tutela dei propri cittadini e dei turisti.

Riccardo Thomas

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