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La carica delle start up: sono il futuro dell’impresa italiana, serve investire di più per farle crescere

Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e sanità digitale, aziende multinazionali e start up, un connubio strategico in un momento storico come quello attuale e al centro della sanità italiana. Il tema è stato portato al tavolo di confronto dai massimi esperti presenti alla “MIDSUMMER SCHOOL 2022 – Disruptive technology e medicina di precisione”, organizzata da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Technogenetics, Abbott, Becton Dickinson, Siemens Healthineers e Stago Italia.
Prima di presentare le diverse esperienze di startup e di giovanissime imprese, Andrea Bairati, Presidente AIRI – Associazione Italiana per la Ricerca Industriale, ha aperto i lavori fornendo il punto della situazione sull’attività delle startup in Italia. “In Italia sono state censite e registrate circa 15mila start up innovative, 170 incubatori, il 77% si occupano di servizi, il 18% nell’area manifatturiera, il 4% nel commercio e circa l’1% nella chimica/pharma. Nelle startup lavorano circa 60mila dipendenti. C’è molto fermento, energia competenza, ma si cresce poco e troppo lentamente. Queste imprese sono il futuro della demografia d’impresa, quindi dobbiamo farle crescere anche mettendole in contatto con le imprese di maggiori dimensioni, oltre che con la finanza. Sono limiti superabili: ridurre una politica troppo frammentata, stimolare competenze dei team manager non sempre adeguate, far crescere servizi professionali qualificati, investire risorse nella fase iniziale ad alto rischio e agire sulla comunicazione tra grandi e piccoli”.
Marco Knaflitz, Responsabile dell’Ingegneria Clinica presso il Politecnico di Torino, ha parlato di start up come “imprese giovani ad alto contenuto tecnologico ed innovativo, con forti potenzialità di crescita, però devono possedere delle caratteristiche ben precise per decollare e portare alla società il loro progetto per il quale si sono costituite, altrimenti rischiano di fallire nel loro intento”.
Questo il commento di Antonella Levante, Vice President di IQVIA, azienda globale di big data, clinici e sanitari: “Nel futuro le giovani generazioni faranno fatica a lavorare nelle grandi aziende e nelle pubbliche amministrazioni, quindi se non si trova un modello paese Italia che sfrutti le migliori energie che sono quelle che spesso dal Politecnico finiscono nelle startup, sarà una gravissima perdita. Questo significa però lavorare in patti chiari, trasparenti di partecipazione che non sono semplicemente punteggi nei consorzi che spesso sono difficili da portare a termine, pertanto bisogna guardare ad un modello che vada oltre il PNRR. La spinta vera verrà dalla capacità delle start up di trovare dei grandi partner che assicurino la solidità finanziaria e operativa per portare l’innovazione sul mercato”.
Ettore Simonelli, Senior Digital Health Direzione Prodotti Sanità Engineering ha aggiunto: “Se dobbiamo garantire una medicina e una gestione del percorso di cura diversa per i nostri figli è necessario che ci sia una sinergia tra tutti i componenti”.
Alessandra Poggiani, Director of Administration Human Technopole, ha approfondito il tema dell’intelligenza artificiale. “Nell’ultimo decennio, il numero di dati sanitari e omici generati e archiviati è cresciuto in modo esponenziale e l’intelligenza artificiale sta diventando fondamentale per estrarre informazioni da questa enorme mole di dati, trovare schemi, costruire modelli predittivi ed eseguire simulazioni. L’intelligenza artificiale fornisce infatti una serie di potenti strumenti per gestire la complessità dei sistemi biologici, identificando regolarità nascoste e segnali predittivi. Modelli di deep learning sono già applicati per l’elaborazione di sequenze di Dna, immagini di microscopia e strutture 3D delle proteine, ma nel prossimo futuro saremo in grado di costruire modelli di sistemi biologici ancora più complessi e su larga scala, basandosi sui dati di cellule e tessuti dei singoli pazienti. In prospettiva, grazie alla capacità di “simulare” in-silico gli esperimenti, sarà possibile consentire una validazione delle ipotesi molto più rapida: l’intelligenza artificiale guiderà la progettazione sperimentale, ma soprattutto consentirà di tarare sempre più le cure mediche sulle specifiche esigenze del singolo paziente”.
Giuseppe Anzelmo ha portato l’esperienza di Grifo Multimedia, piccola/media impresa, che si occupa da sempre di digital learning e da una decina di anni è approdata al gioco digitale per la salute in generale con alcune applicazioni particolarmente interessanti sulla riabilitazione. “Forti della nostra esperienza, abbiamo generato la piattaforma Game4Health che, grazie alla filosofia del serius game, tende a motivare e coinvolgere in maniera molto più pro-attiva le persone con malattie croniche sottoposte a riabilitazione. L’approccio è basato sul gioco, quindi è intuitivo e universale. L’obiettivo è quello di migliorare le performance delle terapie utilizzando giochi seri per incrementare l’engagement della persona, supportare l’erogazione di esercizi personalizzati e aiutare le famiglie e i professionisti della salute nella gestione dell’assistenza”.
La piattaforma Game4Health è dotata di sessioni di gioco che si possono fare in clinica o presso le strutture sanitarie e sessioni che si possono scaricare a casa. E in più ha tre app: Tako Doyo, nata per consentire ai piccoli pazienti di gestire il diabete; IamHero per aiutare giovani pazienti con deficit di attenzione e apprendimento (Adhd) a migliorare le proprie skill cognitivo-comportamentali; Motoria, l’app sulla tele-riabilitazione di pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico, Bpco e parkinson (ogni patologia ha esercizi specifici di potenziamento, rispettivamente forza fisica, potenziamento dei muscoli che sostengono la respirazione, processi fisici e cognitivi tramite il ballo).
Presente anche Human Technopole, il nuovo istituto italiano di ricerca per le scienze della vita che contribuisce a stimolare e incrementare gli investimenti pubblici e privati nella ricerca. La ricerca dell’istituto è basata su cinque centri di ricerca interdisciplinari: genomica, neurogenomica, biologia strutturale, biologia computazionale e Health data science.
Anche Pharmaprime era presente: la startup italiana nata nel 2016 per facilitare e supportare la vita quotidiana di pazienti di ogni tipologia e fascia d’età, ovunque si trovino. Gli obiettivi: reperire e consegnare nel più breve tempo possibile medicinali e prodotti farmaceutici, sostenere ed assicurare l’accesso alle cure e l’aderenza al piano terapeutico, garantire ed implementare il benessere e la salute di chiunque, ovunque si trovi.
M2TEST è invece una startup nata con l’obiettivo di migliorare la vita delle persone attraverso la prevenzione dell’osteoporosi, mettendo a punto Bes Test, un test per la valutazione della qualità della struttura ossea utile non solo al momento della diagnosi ma anche nel monitoraggio della malattia.
Eureka InfoMed è un’azienda altamente specializzata nei servizi informativi per le aziende farmaceutiche: medical information e farmacovigilanza. La sua missione è quella di garantire una sicurezza nell’uso dei farmaci e assicurare una comunicazione scientifica puntale e precisa tra le aziende e gli utilizzatori. Collabora con l’Università di Studi di Genova.
L’Associazione Chimica Farmaceutica Lombarda tra titolari di Farmacia, 163 anni di storia, ha evidenziato che i progetti di piccole/medie aziende e start up possono tenere conto delle farmacie per essere sviluppati. “Siamo sopravvissuti, abbiamo sorpassato le pandemia che ci hanno reso più forti, ci siamo adeguati alla tecnologia, pertanto credo che nello spirito di collaborazione che è stato presentato nei precedenti interventi, penso che le farmacie debbano e possano esserci, che i progetti di piccole/medie aziende e start up possono tenere conto delle farmacie per essere messe a terra” ha detto Dario Castelli, Vicepresidente rurale Associazione Chimica Farmaceutica Lombarda tra titolari di Farmacia
Ha chiuso la tavola di confronto Alessandro Ferri, Presidente Advice Pharma, nata come start up all’interno dell’incubatore impresa del Politecnico di Milano per sviluppare software per la ricerca clinica e oggi società di sviluppo software che si è specializzata nella gestione dei trial clinici e di sviluppo di terapie digitali. “Attraverso le competenze si possono ottimizzare le risorse dedicate all’innovazione, spero che il Pnrr oltre a premiare le idee premi anche le competenze”.


Ufficio stampa Motore Sanità
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