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PDTA nel Carcinoma dell’Endometrio

Data

01 Mar 2024
Expired!

Ora

09:30 - 13:30

L'evento è finito

Programma


RAZIONALE SCIENTIFICO

È uno dei tumori pelvici più diffusi nelle donne al giorno d’oggi, complice lo stile di vita dei Paesi Occidentali. Negli Stati Uniti la percentuale è raddoppiata dagli anni Ottanta ai Novanta proprio per questa ragione. In generale, si evidenziano 2 casi ogni 100.000 donne sotto i 40 anni di età e 40-50 casi dai 60 anni in poi. In Italia, il carcinoma dell’endometrio rappresenta il terzo tumore per frequenza nelle donne nella fascia di età 50-69 anni complessivamente il 4.6 % di tutti quelli diagnosticati, con circa 8300 nuovi casi ogni anno ed in Sicilia circa 850 casi anno.

Ma, per fortuna, la percentuale di cura è molto alta attestandosi all’80% perché si riesce a diagnosticarlo al I stadio di evoluzione. Si tratta, infatti, di un tumore che dà segnali evidenti della sua presenza. Fondamentale, però, rivolgersi a strutture che dedichino a questa patologia ginecologico-oncologica un percorso multidisciplinare, con consulti periodici fra i vari specialisti interessati, quindi a disposizione all’interno della struttura stessa tutte le prestazioni e i servizi necessari per la cura, dalla diagnosi fino all’intervento e alla terapia medica e radiante.

Il convegno vuole approfondire l’intero percorso diagnostico terapeutico partendo dagli aspetti anatomopatologici e molecolari delle neoplasie endometriali, affrontando le metodiche utili alla diagnosi e le tecniche di imaging, giungendo al trattamento chirurgico radicale e delle recidive, contemplando anche i casi in cui è possibile eseguire un trattamento fertility sparing nelle donne con neoplasia allo stadio iniziale con desiderio riproduttivo.

Le pazienti rispondono in maniera insoddisfacente alla chemioterapia. La nuova classificazione molecolare ha rivoluzionato la storia del tumore dell’endometrio e sono oggi disponibili nuove opzioni terapeutiche a maggior valore aggiunto. Molteplici fattori concorrono a determinare l’accessibilità a un farmaco: alcuni dipendenti da chi è direttamente coinvolto nella ricerca e sviluppo del farmaco, altri dipendenti dagli organismi regolatori coinvolti nella sua valutazione, altri infine dipendenti dallo specifico contesto organizzativo dell’assistenza sanitaria, nonché dal paziente stesso.

Responsabile Scientifico Prof. Vincenzo Adamo, Coordinatore Rete Oncologica Siciliana-Re.O.S. e Molecolar Tumor Board