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DAL “CUTTING EDGE” DELLA RICERCA IN ANTIBIOTICO TERAPIA AL BISOGNO DI NUOVI ANTIBIOTICI, DALLA VALUTAZIONE DEL VALORE AL PLACE IN THERAPY APPROPRIATO- FOCUS VENETO

Date

25 Giu 2021

Time

11:00 - 13:30

L'evento è finito

Programma

⇒ Comunicato StampaCome arginare le infezioni correlate all’assistenza? “Programmazione, risorse adeguate e personale dedicato”

Comunicato StampaAntibioticoresistenza:unapandemiacontinuaesilenziosa

Rassegna Stampa

Documento di Sintesi

 

SALUTI E APERTURA LAVORI

Enoch Soranzo, Componente V Commissione Politiche Socio Sanitarie Regione del Veneto

 

L’AVANGUARDIA DELLA RICERCA IN AMR: LA PAROLA ALL’ESPERTO

Francesco G. De Rosa, Professore Associato Malattie Infettive Dipartimento di Scienze Mediche Università di Torino, Direttore SC Malattie Infettive U AOU Città della Salute e Scienza, Torino e Ospedale Cardinal Massaia, Asti

 

TAVOLA ROTONDA

AMR, PANDEMIA SILENTE:IMPATTO REGIONALEMODERANO:

 

PARTECIPANTI AL TAVOLO:

Valentino Bertasi, Direttore UOC Farmacia Ospedaliera ULSS 9

 

Luisa Bissoli, Dipartimento Funzionale “Healthy Aging Center” Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona

 

Giuseppe Cicciù, Presidente Regionale Cittadinanzattiva Veneto

 

Ernesto De Menis, Direttore UOC Medicina Interna 2 Ospedale Ca’ Foncello Treviso – Vice Presidente FADOI Veneto

Vinicio Manfrin, Direttore Malattie Infettive ULSS 8 Berica, Vicenza

Carmela Gurrieri, Ematologia AOU Padova Vinicio Manfrin, Direttore Malattie Infettive ULSS 8 Berica, Vicenza

Francesco S. Mennini, Presidente SIHTA – Professore di Economia Sanitaria e Economia Politica, Research Director-Economic Evaluation and HTA, CEIS, Università degli Studi di Roma“Tor Vergata”

Paolo Navalesi, Anestesiologia e Terapia Intensiva AOU Padova

Fabio Presotto, Direttore UOC Medicina Interna Ospedale dell’Angelo ULSS 3 Serenissima – Consiglio Direttivo FADOI Veneto

 

Renzo Scaggiante, Direttore Malattie Infettive Ospedale S. Martino Belluno ULSS 1 Dolomiti

 

Claudio Scarparo, Direttore UOC Microbiologia ULSS 3 Serenissima

 

Quando si affronta il problema dell’AMR, molto spesso si parla di programmi di prevenzione, indispensabili per limitare il fenomeno. La prevenzione infatti è senz’altro un aspetto chiave dell’AMR. Epicentro, portale di epidemiologia per la sanità pubblica a cura del Nostro ISS, sulla base di varie pubblicazioni, da tempo evidenzia come solo il 30-50% delle infezioni sia prevenibile attraverso buone pratiche preventive. Se a questo livello la strada per una buona efficienza del sistema è ancora lunga, ancor più lunga è però quella della ricerca di nuove terapie che riescano ad arginare e limitare questo fenomeno. Volendo fare un paragone con la recente pandemia potremmo dire che rispetto a Covid-19, l’AMR è una pandemia silente ma annunciata oramai da anni e che richiede, per essere affrontata, delle azioni concrete non più rimandabili. Oggi i pazienti che muoiono per AMR hanno lo stesso esatto problema dei pazienti colpiti dal virus Sars-Cov-2 che muoiono: non hanno trattamenti efficaci.

Ma nonostante la ricerca recentemente stia tornando a produrre nuovi antibiotici, esiste un problema nella valorizzazione delle nuove molecole e nel riconoscimento dell’investimento di chi le sviluppa.

Le tempistiche di realizzazione/approvazione/accesso/disponibilità di un nuovo antibiotico sono spesso un percorso ad ostacoli: i tempi minimi del suo sviluppo (dalla scoperta, allo sviluppo clinico, alla commercializzazione) vanno dagli 8 agli 11 anni con una spesa globale che è stata calcolata superiore milioni di euro.

Vi è inoltre la tendenza ad utilizzare i nuovi antibiotici soltanto dopo tante altre terapie più o meno conosciute, impiegate magari da anni e di cui ben si conoscono gli effetti collaterali. Ma se un approccio appropriato prudente e per gradi, è certamente fondamentale per non attivare in tempi brevi nuove resistenze, non si dovrebbe però arrivare a un uso razionato dei nuovi antibiotici puntando invece ad un uso razionale di questi, poiché in molti casi dietro all’AMR vi è un paziente che non può aspettare.

Senza contare che anche in tema di sostenibilità, aspetto di cui tutti responsabilmente si dovrebbero fare carico, spesso si omette di considerare i costi evitabili (diretti sanitari e indiretti) legati sia a ritardi di accesso alle nuove terapie che a scelte inappropriate di utilizzo.

Restano quindi alcuni passaggi principali, per cui parlarne non basta dopo l’esempio della recente pandemia non basta:

  • Riconoscere che il problema esiste investendo subito in cosa possa governarlo;
  • Capire il senso del valore del problema sia in termini economici che morali (volontà politica);
  • Programmare con continuità risorse adeguate finanziarie e tecniche (giusto personale dedicato);

 

Per approfondire questi temi e tenere alta l’attenzione sul problema Motore Sanità vuole contribuire a trovare soluzioni attraverso un dialogo che coinvolga i migliori tecnici e istituzioni, a livello Nazionale e Regionale.