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Emergency Hospital 19: nuovo ospedale contro il virus

Emergency Hospital

Nasce a Rozzano Emergency Hospital 19. Costruito in undici settimane, separato dal blocco principale in modo da evitare la diffusione del contagio del virus: oltre 2.700 metri quadrati che saranno dedicati alla lotta alle malattie infettive, a partire dal Covid-19 in prospettiva di una possibile seconda ondata di contagi nei prossimi mesi.

La nuova struttura di Rozzano è la prima di tre ospedali dedicati alla lotta al virus, le altre due saranno all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo e all’Humanitas Mater Domini a Castellanza che saranno realizzate con lo scopo di investire risorse ed energie in una struttura altamente tecnologica.

È molto importante, fanno sapere i diretti interessati, grazie alla realizzazione di questa nuova struttura, avere a disposizione il meglio della terapia, un rapporto stretto tra ricerca di laboratorio e clinica, e la possibilità di usare le tecnologie all’avanguardia, in particolare approcci informatici e di intelligenza artificiale per la cura dei pazienti.

Tutti ovviamente sperano che non ci sia una seconda ondata di virus, ma è bene ricordare come durante l’emergenza l’istituto di ricerca di Rozzano ha accolto 2.300 pazienti Covid positivi, mettendo a disposizione 600 letti e raddoppiando la sua Terapia intensiva (con 58 posti in aggiunta ai 56 già esistenti).

I numeri dell’Emergency Hospital 19

Il nuovo ospedale, composto da sei moduli, riadattati a seconda delle necessità poiché flessibili, è stato realizzato con un investimento di ben 12 milioni di euro. L’Emergency Hospital 19, costruito accanto al pronto soccorso e all’elisoccorso di Humanitas, è stato realizzato in modo da ridurre del 50 per cento l’energia termica in entrata per risparmiare sulla climatizzazione.

Avrà un pronto soccorso dedicato autonomo, una terapia intensiva e sub intensiva da 20 letti, un reparto di degenza da 17 posti, una tac dedicata e un blocco operatorio. L’Assessore al Welfare Giulio Gallera ha voluto precisare come in Lombardia sanità privata accreditata e sanità pubblica abbiano collaborato fortemente.

Sermonti Stefano

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