Cuori Sicuri: Italia Capofila nell’Attuazione della Strategia Europea Safe Hearts Plan
RAZIONALE
Questo evento nazionale, progettato con il coinvolgimento dell’ Intergruppo Parlamentare per la Prevenzione e la Riduzione del Rischio, ha l’obiettivo di implementare il Piano Europeo Safe Hearts e posizionare l’Italia come capofila, primo Paese in Europa, nell’attuazione dello stesso concentrandosi sui seguenti obiettivi.
-
- Prevenzione, con controlli sistematici dei fattori di rischio e politiche sui determinanti di salute
- Diagnosi precoce e screening, con standardizzazione dei controlli e uso di strumenti digitali
- Trattamento, presa in carico e riabilitazione, con continuità ospedale-territorio e valutazione degli esiti
Obiettivo chiaro dell’UE sulla mortalità cardiovascolare: impegno a ridurre la mortalità cardiovascolare del 25% entro il 2035
Nuovi obiettivi specifici sui fattori di rischio cardiovascolare:
- almeno il 75% delle persone tra i 25 e i 64 anni e il 90% di quelle dai 65 anni in su, si sottopone annualmente alla misurazione della pressione arteriosa da parte di un professionista sanitario
- almeno il 65% delle persone tra i 25 e i 64 anni, e l’80% di quelle dai 65 anni in su, si sottopone annualmente alla misurazione del colesterolo da parte di un professionista sanitario
- almeno il 65% delle persone tra i 25 e i 64 anni, e l’80% di quelle dai 65 anni in su, si sottopone annualmente alla misurazione della glicemia da parte di un professionista sanitario
- Riconoscimento dell’impatto del colesterolo non controllato: si riconosce che questo contribuisce in modo significativo a morbilità e mortalità; inoltre, l’utilizzo subottimale dei farmaci cardiovascolari rappresenta un importante gap assistenziale. Nonostante linee guida ESC solide, non esistono standard comuni di trattamento e cura attualmente applicati in tutta l’UE
- Vaccinazioni come prevenzione cardiovascolare
-
-
- i vaccini contro influenza, pneumococco e Covid-19 sono riconosciuti come misure preventive per persone >65 anni e persone con malattie CV
- è prevista nel 2026 una Raccomandazione UE per aumentare la copertura vaccinale
-
- Attuazione a livello nazionale
-
- Entro il 2027 gli Stati Membri dovranno sviluppare o aggiornare i piani nazionali cardiovascolari
- L’UE lancerà l’iniziativa “EU care for you heart” per supportare la capacità di implementazione
- Creazione di una dashboard europea sulle disuguaglianze cardiovascolari, simile al registro oncologico
L’approvazione del Piano Europeo apre una finestra operativa decisiva. I prossimi mesi saranno fondamentali per:
- Tradurre gli indirizzi e target europei in azioni coerenti, misurabili e finanziabili col supporto di un processo condiviso tra tutti gli stakeholders di sistema;
- Aggiornare e implementare gli strumenti già esistenti, come il Piano Strategico Nazionale per la Salute Cardiovascolare 2024-2027;
- Redigere un Consensus Paper programmatico che definisca le basi di lavoro e la roadmap operativa per l’aggiornamento e l’attuazione del Piano Nazionale Cardiovascolare
- Definire/monitorare obiettivi e indicatori di implementazione facilmente misurabili attraverso la creazione di cruscotti di monitoraggio, per il triennio 2026-2028
- Armonizzare le pratiche tra Regioni, riducendo le disomogeneità territoriali su molti aspetti: un es° semplice ma emblematico da cui partire, è la necessità di uniformare i target di colesterolo LDL e l’allineamento alle linee guida Internazionali e Nazionali
- Operare una conseguente revisione delle strategie terapeutiche ragionando più che su prevenzione primaria e secondaria, sul rischio cardiovascolare assoluto dei pazienti
Affrontare in modo strutturale le disuguaglianze sociali e di accesso ai servizi.
Le malattie cardiovascolari (MCV) rappresentano la prima causa di mortalità in Europa: colpiscono circa 62 milioni di persone e causano 1,7 milioni di decessi ogni anno- L’impatto è devastante in termini di anni di vita persi, disabilità e sostenibilità dei sistemi sanitari con costi per l’economia che raggiungono i 282 miliardi di €.
A questa emergenza si aggiunge un trend preoccupante: il 30% dei giovani europei è obeso e il 20% è in una situazione di pre-diabete. Si prevede che entro il 2050 questi numeri raddoppieranno. L’invecchiamento demografico, che già pesa sui sistemi sanitari nazionali, rende, inoltre, difficile garantire oggi un’equità di accesso ai trattamenti innovativi più efficaci. Di fronte a questo scenario, uno dei nodi storici della cardiologia europea resta la diagnosi troppo tardiva.
La situazione italiana riflette il contesto europeo: secondo i dati ISS più recenti, le MCV restano la principale causa di morte (377,4/100.000 abitanti), con significative differenze territoriali e di genere. L’impatto economico totale supera i 42 miliardi di euro l’anno tra costi sanitari diretti, perdita di produttività e costi sociali.
In risposta a questa emergenza, l’Unione Europea ha adottato il Piano “Cuori Sicuri” (Safe Hearts Plan), una strategia ambiziosa che mira a ridurre del 25% la mortalità cardiovascolare prematura entro il 2035. Il Piano punta sulla Prevenzione dei fattori di rischio lungo tutto l’arco della vita, attraverso l’implementazione di un protocollo di screening armonizzato e strutturato per fasce d’età che garantisce controlli sistematici di pressione arteriosa, colesterolo LDL, marcatori genetici come lipoproteina(a), glicemia e BMI in tappe anagrafiche chiave; tale approccio si integra con percorsi di cura e riabilitazione intesi come elementi strutturali di una presa in carico olistica del paziente.
Questa iniziativa che dovrà essere recepita dagli Stati Membri rappresenta un passo cruciale verso la consapevolezza che investire in salute oggi significa garantire la sostenibilità del presente e soprattutto del futuro. Il Piano auspica inoltre la creazione di una rete europea di centri per la salute cardiovascolare e di un pannello di controllo sulle disuguaglianze sanitarie.
Il recente recepimento del Piano da parte dell’Italia rappresenta un passaggio chiave per allineare le politiche sanitarie nazionali alle priorità europee. Si apre ora una fase operativa che richiede coordinamento istituzionale, coinvolgimento delle Regioni, contributo delle società scientifiche e dialogo con il mondo della ricerca, dell’innovazione e dei cittadini.
L’evento nazionale “Cuori Sicuri: dalla strategia europea all’azione in Italia” promosso da Motore Sanità, si propone come momento di confronto e indirizzo tra tutti gli attori di sistema, per analizzare i contenuti strategici del Piano europeo, discuterne le implicazioni per il SSN, valorizzare le opportunità offerte da digitalizzazione, IA e ricerca farmacologica, affrontare il tema delle disuguaglianze territoriali e sociali nella prevenzione e cura cardiovascolare.
In questo contesto l’iniziativa mira alla definizione di un Consensus Paper programmatico che serva a porre le basi operative del lavoro e a tracciare la roadmap per il prosieguo dell’iniziativa. Il documento intende fissare i pilastri per un’azione coordinata, definendo le priorità cliniche, organizzative e tecnologiche necessarie per tradurre le direttive europee in risultati misurabili sul territorio nazionale.
Attraverso questo strumento, Motore Sanità, intende trasformare le riflessioni emerse in impegni programmatici, colmando il divario tra la strategia europea e l’operatività locale per garantire ad ogni cittadino italiano un accesso equo, tempestivo e innovativo alla salute del cuore.


