La diagnosi di cistite si farà col cellulare Risultato in 25 minuti, con un nuovo test.

 

di Redazione

Bath(GB). 13 Gennaio 2020 – Pensi di avere un’infezione urinaria? Il cellulare potrà presto aiutare a confermare o a escludere la diagnosi. L’annuncio è stato dato da un gruppo di bioingegneri dell’università di Bath (Gran Bretagna) che ha messo a punto un test in grado di dare una risposta in appena 25 minuti. Il principio è simile a quello del test di gravidanza che si compra in farmacia, ma in questo caso è la fotocamera del telefonino a rivelare la presenza di una variazione di colore che ‘smaschera’ la presenza di batteri nelle urine. Per ora il test è in grado di rivelare solo la presenza e la concentrazione di Escherichia coli, il batterio responsabile dell’80% delle infezioni delle vie urinarie. Ma presto il ‘test del cellulare’ verrà adattato a rivelare la presenza di altre infezioni batteriche. “Il test – spiega il dottor Nuno Reis (nella foto), del dipartimento di ingegneria chimica dell’Università di Bath – è piccolo e portatile per questo può essere utilizzato sia dal medico di famiglia, che da chi vive lontano da un laboratorio, come ad esempio nelle nazioni in via di sviluppo. Attualmente le infezioni delle vie urinarie vengono diagnosticate attraverso l’urinocoltura che è un esame molto accurato ma che può impiegare anche una settimana a fornire la risposta. Ci auguriamo che dare ai medici la possibilità di confermare o escludere rapidamente la presenza di un’infezione, possa aiutarli a trattare più prontamente i pazienti e a prendere decisioni più accurate circa la necessità o meno di prescrivere un antibiotico”. Molto spesso gli antibiotici vengono prescritti in modo inappropriato, nel sospetto di una cistite che magari non c’è; oltre ad essere inutile, questo contribuisce al fenomeno dell’antibiotico-resistenza, una delle più grandi minacce di salute pubblica nel mondo. Il test sviluppato dai bioingegneri di Bath utilizza degli anticorpi che ‘catturano’ i batteri presenti nell’urina del paziente, all’interno di capillari sottilissimi posti su una striscia di plastica; la presenza dei batteri viene rivelata da una variazione di colore, prontamente registrata dalla fotocamera del cellulare. Il sistema è in grado di valutare anche la concentrazione dei batteri presenti nel campione. La validità di questo test dovrà adesso essere vagliata all’interno di uno studio clinico; nel frattempo, i bioingegneri inglesi stanno lavorando per sviluppare nuovi ‘reagenti’, in grado di individuare la presenza di altri batteri. “I cellulari – conclude Reis – risolvono uno dei maggiori problemi relativi alla decentralizzazione della diagnostica, grazie alle loro sofisticate performance, almeno in certe condizioni. Possiedono infatti le stesse funzionalità dei sofisticati scanner, utilizzati finora solo in laboratorio”.

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