#AdessoBasta: i medici di famiglia in piazza Arriva il 21 novembre in Calabria il tour della FIMMG

#AdessoBasta: i medici di famiglia in piazza Arriva il 21 novembre in Calabria il tour della FIMMG

Il camper sarà a SANTA SEVERINA (KR), in Piazza Campo, dalle 10 alle 13 Dopo aver toccato le regioni del Nord, il camper della FIMMG, capitanato dal segretario generale nazionale Silvestro Scotti, riprende il suo viaggio e dopo aver
sostato nelle regioni del Centro arriva in Calabria. Il tour nasce con lo scopo di ascoltare le esigenze dei cittadini italiani che sono anche, tutti, assistiti e pazienti dei medici di medicina generale, per poter avanzare al Governo del Paese richieste che tengano in considerazione i reali bisogni sanitari e sociosanitari della popolazione. “In una regione da nove anni in Piano di rientro, ampi margini di miglioramento sono possibili nel sistema Sanitario Calabrese potenziando la Medicina Generale. Trasferire quindi, come è corretto fare, molti servizi che oggi intasano gli Ospedali. Perché tutto ciò avvenga, occorre incentivare la Regione ad istituire modelli organizzativi idonei, in una logica di erogazione del miglior servizio per i cittadini in un clima di fiducia. Per supportare l’incentivazione, vengono utilizzati due strumenti: l’incremento di risorse e la loro erogazione, in funzioni di obiettivi condivisi e raggiunti”, queste le parole di Giuseppe Varrina, Segretario Regionale FIMMG Calabria

#AdessoBasta: i medici di famiglia in piazza Arriva il 19 novembre in Puglia il tour della FIMMG

#AdessoBasta: i medici di famiglia in piazza Arriva il 19 novembre in Puglia il tour della FIMMG

Il camper sarà a Bari in Via Gentile, 52
(presso l’Assessorato alla Salute Puglia) dalle 10 alle 12 e
a Galatina in Piazza Alighieri dalle 14,30 alle 17

Dopo aver toccato le regioni del Nord, il camper della FIMMG, capitanato dal segretario generale nazionale Silvestro Scotti, riprende il suo viaggio e dopo aver sostato nelle regioni del Centro arriva in Puglia. Il tour nasce con lo scopo di ascoltare le esigenze dei cittadini italiani che sono anche, tutti, assistiti e pazienti dei medici di medicina generale, per poter avanzare al Governo del Paese richieste che tengano in considerazione i reali bisogni sanitari e sociosanitari della popolazione.
“Lo sviluppo organizzativo delle cure primarie con microteam composti da medici, collaboratori ed infermieri pone la medicina generale della Puglia in condizione di avviare l’utilizzo della diagnostica di I livello, introdotto dall’ipotesi di legge di bilancio. Il Care Puglia 3.0 è il modello di gestione che prevede proprio l’erogazione di prestazioni di telemedicina come ecg, spirometria, fondo oculare negli studi dei medici di famiglia. Siamo pronti ad avviare la sperimentazione dal 1° gennaio 2020. È una grande occasione per una regione del sud di diventare punto di riferimento rispetto allo sviluppo di nuovi modelli assistenziali all’interno del SSN”, ha spiegato Nicola Calabrese, Segretario FIMMG Bari e Vicesegretario Nazionale
«Occorre portare avanti nella Regione un ulteriore miglioramento dell’assistenza sul territorio per poter soddisfare meglio i bisogni di salute dei nostri assistiti e per offrire loro un efficiente servizio di prossimità, dotando i medici di famiglia del supporto di figure professionali complementari, della possibilità di eseguire esami di diagnostica di I livello e di prescrivere anche i farmaci con piano terapeutico, in modo da snellire le liste d’attesa e facilitare l’accesso alle cure. Le tappe di Bari e di Galatina (Lecce) del tour serviranno a raccogliere dal territorio le esigenze assistenziali e comprendere dai cittadini le loro aspettative rispetto ai medici di famiglia, anche in virtù della riorganizzazione della rete ospedaliera, di quella territoriale e dell’attivazione del progetto Puglia Care 3.0. #AdessoBasta vuol dire medici vicini ai cittadini sempre. Anche nell’ascolto dei loro bisogni,” queste le parole di Donato Monopoli, Segretario Generale Regionale della FIMMG PUGLIA

Domenico Mantoan è il nuovo presidente del CdA dell’Agenzia Italiana del Farmaco

Domenico Mantoan è il nuovo presidente del CdA dell’Agenzia Italiana del Farmaco

di Redazione

Roma 11 Novembre 2019- Si è insediato il nuovo Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFa), Domenico Mantoan. “Ringrazio il Ministro della Salute Roberto Speranza e tutti i rappresentanti della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome per avermi scelto per un incarico tanto prestigioso e così importante per la sanità pubblica italiana – ha dichiarato il neo presidente – Metterò al servizio di AIFa le mie conoscenze, quanto ho imparato in questi ormai tanti anni di impegnonel settoresanitario, con la consapevolezza che la gestione del farma è strategica per il futuro del nostro sistema. Sarà un onore – ha concluso Mantoan – affiancare il direttore generale, i colleghi del Consiglio di Amministrazione e tutto il personale dell’Agenzia, impegnati per garantire ai pazienti l’accesso a farmaci sicuri, efficaci e di qualità”. “Voglio dare il benvenuto ed esprimere le mie congratulazioni a Domenico Mantoan – ha commentato il direttore generale dell’AIFa Luca Li Bassi – augurandogli buon lavoro a nome di tutta l’Agenzia. Sono certo che con la sua consolidata esperienza in materia di politica sanitariaapporterà un indiscusso valore aggiunto all’operato quotidiano dell’AIFa a beneficio della salute dei cittadini”.

Ministero della Salute: ecco la ‘Campagna di comunicazione sull’influenza 2019-20’

Ministero della Salute: ecco la ‘Campagna di comunicazione sull’influenza 2019-20

di Redazione

Roma. 11 Novembre 2019- L’influenza rappresenta un serio problema di sanità pubblica e una rilevante fonte di costi diretti e indiretti per la gestione dei casi e delle complicanze della malattia e l’attuazione delle misure di controllo. Le sindromi simil-influenzali (ILI) colpiscono ogni anno il 9% della popolazione italiana, con un minimo del 4%, osservato nella stagione 2005-06, e un massimo del 15%, registrato nella stagione 2017-18 (Fonte: FluNews Italia 2018). Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia l’influenza è una delle 10 principali cause di morte. 

Obiettivi della campagna. Come riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale, la misura più efficace per prevenire l’influenza, sia per il singolo che per la collettività, è la vaccinazione. In base all’Accordo del 1° agosto 2109 della Conferenza Stato-Regioni sul documento Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2019-2020, il Ministero ha diramato, anche quest’anno, le raccomandazioni sull’impiego del vaccino antinfluenzale. Oltre alla vaccinazione, si raccomandano anche misure di protezione personali non farmacologiche, utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza:

  • l’igiene respiratoria (contenimento della diffusione derivante da starnuti e colpi di tosse con la protezione della mano o di un fazzoletto)

  • il lavaggio frequente e accurato delle mani.

Altro obiettivo della campagna, oltre alla promozione della vaccinazione, è quello di raccomandare il corretto uso degli antibiotici, ai quali non si deve ricorrere in caso di infezioni virali come l’influenza.

Target. La popolazione generale e in particolare i destinatari dell’offerta gratuita del vaccino.

Strumenti e mezzi. Per la campagna di comunicazione è stato realizzato uno spot televisivo della durata di 30”, che richiama le principali misure da adottare, allo scopo di proteggere se stessi e gli altri dalla diffusione della malattia, rimandando gli approfondimenti al sito www.salute.gov.it. Nello spot si sottolinea anche l’importanza di non ricorrere all’uso degli antibiotici in caso di influenza. Lo spot video sarà veicolato sulle reti RAI negli spazi messi a disposizione gratuitamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri alle pubbliche amministrazioni e dall’8 novembre anche su alcune emittenti commerciali (Sky, Fox Channel, Fox Life, Sky Tg

Anelli (FNOMCeO): “Dubbi sull’automatica sostituzione farmaci biologici-biosimilari”

Anelli (FNOMCeO): “Dubbi sull’automatica sostituzione farmaci biologici-biosimilari”

di Redazione

Roma. 11 Novembre 2019- Non convince la Federazione degli Ordini dei Medici (FNOMCeO) la sostituibilità automatica di farmaci biologici o biosimilari con i biosimilari di riferimento. Una proposta che sarebbe stata avanzata dal Direttore dell’Agenzia del Farmaco al Ministro Speranza, con riferimento alla prossima Legge di Bilancio. Dopo la levata di scudi delle scorse settimane da parte di cinque Società scientifiche e venticinque associazioni di pazienti, e ha preso posizione anche il Presidente della stessa FNOMCeO, Filippo Anelli. “Riteniamo i biosimilari una risorsa preziosa, in grado di conciliare l’appropriatezza terapeutica con quella economica”, ha affermato. ”Siamo del tutto favorevoli a che siano, ove possibile, la prima scelta per i pazienti naïve. Anche sullo switch, la sostituibilità di un biologico con un biosimilare, i dati presenti in letteratura ci confortano sulla sicurezza, purché la sostituzione avvenga sotto il controllo e la prescrizione del medico”.

Ciò che lascia dubbi i camici bianchi, quindi, è l’automatismo della sostituibilità, indipendentemente dalla valutazione professionale del medico. “Ci lascia perplessi – spiega Anelli – perché, in questo modo, l’autore della prescrizione diventerebbe lo Stato, e non già il Medico. Noi non vogliamo, per i nostri pazienti, un farmaco di Stato. Vogliamo il farmaco migliore e più appropriato, scelto dal medico in base alla valutazione del quadro clinico e personale complessivo”. “La prescrizione – aggiunge ancora il vertice della FNOMCeO – è una delle espressioni più alte e complesse della Professione medica, perché compendia e sintetizza l’anamnesi, la diagnosi, il consenso informato e la terapia. Per questo la Legge la affida al medico, e il Codice di Deontologia ne reitera l’autonomia, la libertà, l’indipendenza. La sostituibilità in automatico calpesterebbe tutti questi principi, posti a tutela della salute e della sicurezza delle cure, oltre a presentare possibili rischi ulteriori dovuti al multi-switching, cioè ai continui cambio di terapia in base ai vincitori delle gare d’appalto”.

Abbiamo anche noi una proposta: anziché un unico farmaco, individuato con una gara al ribasso, noi chiediamo di poter avere a disposizione un range di biologici/biosimilari di pari efficacia terapeutica e costo simile, tra i quali poter scegliere quello più appropriato per assicurare la continuità terapeutica al paziente. Ribadiamo infine, ancora una volta, la necessità che i medici, quali professionisti cui è affidata la responsabilità della prescrizione, siano coinvolti – conclude Anelli – in tutti i processi decisionali sul farmaco, sedendo da titolari ai Tavoli dell’Aifa”.

Anaao-Assomed: “Dalla legge di bilancio 2020 in arrivo buone notizie per la sanità pubblica?

Anaao-Assomed: “Dalla legge di bilancio 2020 in arrivo buone notizie per la sanità pubblica?

 

di Redazione

Roma. 6 Ottobre 2019 –  L’ultima bozza della Legge di Bilancio 2020, in attesa della trasmissione ufficiale in Parlamento, “contiene positivi spiragli sulle sorti della sanità pubblica – commenta il segretario nazionale Anaao Assomed Carlo Palermo – che testimoniano l’impegno del Ministro Speranza nel sostenere il Servizio Sanitario Nazionale”. Non solo l’interruzione del suo de-finanziamento, confermando gli aumenti previsti ed incrementando la dote delle Regioni a 5,8 miliardi a vario titolo, e l’abolizione del superticket, ormai diventato un vero driver di prestazioni verso il privato per la maggiore convenienza rispetto al pubblico, ma anche alcune misure sul personale. “La parola ‘medico’ – prosegue Palermo – non compare più solo in accezione negativa, visti i 235 milioni destinati ai medici di medicina generale per l’acquisto di apparecchiature tecnologiche con la finalità di contribuire alla riduzione delle liste di attesa nel settore della diagnostica di primo livello. Inoltre, viene finalmente incrinato il totem innalzato da una confusa riforma delle amministrazioni pubbliche con il blocco delle risorse accessorie contrattuali del personale dipendente, derogando per polizia, vigili del fuoco, presidi, funzionari e dirigenti ministeriali e della presidenza del Consiglio la norma che lo prevedeva. Categorie impegnate in compiti delicati, come la sicurezza e le funzioni amministrative, tanto che si prevedono anche finanziamenti aggiuntivi”.

Ora che la diga mostra innegabili crepe, chiediamo che analogo provvedimento venga adottato anche per la Dirigenza medica e sanitaria. Non solo perchè è l’unica che ha già fatto, e gratis, quanto si richiede agli altri con risorse aggiuntive dello Stato, cioè l’armonizzazione delle risorse accessorie di tutte le professioni afferenti alla propria Area contrattuale, ma anche perché le risorse da liberare sono già nella disponibilità e nel finanziamento dei fondi aziendali e non richiedono un intervento economico addizionale. Comportamenti diversi sarebbero interpretati come inaccettabile discriminazione e scarsa attenzione verso coloro ai quali è affidata l’erogazione e la sicurezza delle cure, aspetti fondanti ogni società civile”. “Per di più, queste risorse sono da utilizzare per la retribuzione del lavoro disagiato e la valorizzazione della professionalità, anche per rispondere alla carenza di medici specialisti, attuale e futura, ed alla scarsa attrattività del lavoro ospedaliero in Italia. In relazione, poi, alle straordinarie esigenze poste da tale carenza, certo il Ministro Speranza ed il Viceministro Sileri non vorranno fare mancare un incremento di almeno 2.500 contratti aggiuntivi di formazione specialistica, in un anno accademico in cui si presenteranno quasi 30.000 giovani medici al concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione”.

L’attenzione prestata all’antica e cronica questione delle liste di attesa nel settore della diagnostica di primo livello, testimoniata dal provvedimento a favore dell’attività dei MMG, lascia, inoltre, ben sperare anche per un intervento di de-fiscalizzazione delle prestazioni aggiuntive dei medici ospedalieri, analogo a quello in vigore per i medici privati e gli insegnanti pubblici. Si metterebbero, così, a disposizione dei cittadini milioni di prestazioni in più a costi irrisori, finalizzate ad abbattere le attese anche per le visite specialistiche, la chirurgia in elezione e la diagnostica strumentale di secondo livello, che ben trovano giustificata capienza nei fondi sanitari come investimenti con finalità sociali”. I medici ed i dirigenti sanitari dipendenti del SSN – conclude Palermo – sono certi che Ministro, Governo e Parlamento non vorranno discriminare e penalizzare il lavoro che svolgono, tutti i giorni e le notti dell’anno, per garantire l’esigibilità di un bene costituzionalmente tutelato, rinunciando a caratterizzare la Legge di Bilancio 2020 con una sostanziale inversione di tendenza. In caso contrario, ovviamente, trarranno le debite conseguenze”.

L’Ssn e i farmaci si pagano in contanti i medici privati invece con il bancomat

L’Ssn e i farmaci si pagano in contanti i medici privati invece con il bancomat

di Redazione

Roma. 4 Novembre 2019 – E’ l’ultima novità prevista dalla bozza della manovra, che riguarda specificatamente le spese sanitarie che con oltre 18 miliardi di euro rappresentano anche la quota maggiore di sconti fiscali utilizzati dagli italiani per alleggerire il carico fiscale: Farmaci, dispositivi, visite ed esami in ospedale o in una clinica convenzionata (magari in intramoenia e quindi dentro al Ssn) potranno essere pagati ancora in contanti senza il rischio di perdere la detrazione al 19 per cento nella dichiarazione dei redditi. Tutto il resto invece, a partire dal visite dallo specialista (a esempio il dentista) che opera in regime privato o nei centri analisi privati, dovrà essere pagato con sistemi tracciati (dal bancomat al bonifico) se si vuole l’agevolazione.

La tracciabilità del pagamento per ottenere la detrazione
La legge di bilancio prevede infatti che ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19% degli oneri indicati nell’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento elettronici. Nella prima versione della manovra la detrazione al 19% sulle spese sanitarie restava anche se si paga in contanti soltanto «per medicinali e dispositivi medici». Ora l’ultima vresione chiarisce meglio i confini: in pratica oltre agli acquisti in farmacia sono esclusi dall’obbligo di ricorrere a sistemi di acquisto tracciabili per avere poi le detrazioni in dichiarzione dei redditi tutte le visite e gli esami effettuati pagando dentro il Servizio sanitario nazionale (a esempio anche i ticket) o nel privato accreditato con il Ssn.

Tra le altre novità c’è anche l’introduzione del taglio delle detrazioni per i redditi più alti. Un taglio che partirà dai 120mila euro di reddito, e sarà progressivo: chi percepisce redditi sopra quella soglia si vedrà ridurre l’importo della detrazione fiscale riconosciuta, che si azzererà totalmente dai 240.000 euro di reddito in poi. Una misura, questa, che però non sarà applicata integralmente per le spese sanitarie. La bozza della legge di bilancio prevede infatti che «la detrazione compete nell’intero importo, a prescindere dall’ammontare del reddito complessivo» per tutte quelle spese sanitarie sostenute «per patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria». In sostanza la detrazione continuerà a scattare anche per i redditi più alti a patto che si tratti di spese per patologie esenti dal ticket.

Avocado, una risorsa per obesità e diabete Lo dimostra uno studio scientifico canadese

Avocado, una risorsa per obesità e diabete Lo dimostra uno studio scientifico canadese

di Redazione

Ottawa. 4 Novembre 2019 – Un guacamole anti-chili di troppo e diabete. E’ quanto suggerisce uno studio condotto dall’Università di Guelph (Canada) che ha dimostrato come il consumo di avocado sia in grado di bloccare i processi cellulari alla base al diabete. Responsabile di queste proprietà benefiche è una molecola presente solo nell’avocado e per questo denominata avocatina B (o AvoB). La ricerca è stata condotta su animali da esperimento (topi),sottoposti ad una dieta ricca di grassi per otto settimane, allo scopo di renderli obesi e di far sviluppare loro insulino-resistenza, una condizione di pre-diabete, caratterizzata dall’incapacità dell’organismo di utilizzare in maniera appropriata il glucosio in circolo. Obesità e insulino-resistenza  compaiono quando i mitocondri, gli organelli che fungono da centrale elettrica della cellula, non riescono a bruciare completamente il loro ‘combustibile’, rappresentato dagli acidi grassi.

Ma i ricercatori canadesi hanno scoperto che l’avocatina B riesce a correggere almeno in parte questa ossidazione incompleta degli acidi grassi a livello dei muscoli e del pancreas, riducendo in questo modo l’insulino-resistenza. Aggiungendo AvoB alla dieta ‘grassa’ dei topi per 5 settimane, gli autori hanno infatti scoperto che gli animali ingrassavano meno e presentavano una maggior sensibilità all’insulina rispetto ai loro ‘colleghi’ che non ricevevano il supplemento di AvoB. I ricercatori canadesi hanno dunque valutato l’effetto del supplemento a base di avocado su un gruppo di persone sane, dimostrandone innanzitutto la sicurezza.  Anche nell’uomo, l’assunzione di AvoB determina una blanda riduzione di peso. Il prossimo passo consisterà nell’organizzare uno studio per valutare l’effetto di AvoB su pazienti affetti da problemi di metabolismo. Il composto è stato già approvato come ‘supplemento dietetico’ dalle autorità regolatorie canadesi e arriverà sul mercato già dal prossimo anno. “Ma qualunque supplemento – ammoniscono i ricercatori canadesi – non potrà mai sostituirsi ad una dieta sana e alla pratica di un regolare esercizio fisico per mantenersi in forma e in salute”. La ricerca, firmata dal professor Paul Spagnuolo del Dipartimento di scienza dell’alimentazione della University of Guelph, è pubblicata su Molecular Nutrition and Food Research.

Il punto sul vaccino antinfluenzale 2019-20 “L’Italia è lontana dagli obiettivi dell’Oms”

Il punto sul vaccino antinfluenzale 2019-20 L’Italia è lontana dagli obiettivi dell’Oms”

 

di Redazione

Roma. 4 Novembre 2019 – È partita la campagna contro i virus che circoleranno nel 2019 e nel 2020. Si calcola che in questa stagione l’influenza colpirà circa sei milioni di italiani. A questi si aggiungeranno le sindromi parainfluenzali, provocate dalle altre centinaia di virus in circolazione, come ad esempio Adenovirus, Rhinovirus, virus sinciziale respiratorio, che colpiranno otto milioni di persone. Per tenere il più possibile alla larga l’influenza o, se non altro, per renderne minore l’impatto, l’arma vincente è giocare d’anticipo. E il miglior modo per farlo è senza dubbio sottoporsi al vaccino antinfluenzale. «Ogni anno sono quattro i virus contro i quali ci dobbiamo immunizzare. Due del ceppo A (H1N1 e H3N2) e due del ceppo B, che sono contenuti nel vaccino quadrivalente», spiega Roberto Burioni, ordinario di microbiologia e virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. «La vaccinazione, la cui protezione inizia nell’arco di due settimane dall’inoculazione e dura circa otto mesi, non garantisce la protezione totale dal virus, ma riduce notevolmente la probabilità di contagio. È indispensabile per le persone più a rischio. A loro è offerto gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale. Le categorie comprendono:  anziani, malati cronici affetti, ad esempio, da patologie dell’apparato cardiovascolare, del fegato, dell’apparato respiratorio, da diabete e da insufficienza renale, malati di tumore, donne in gravidanza».

Nell’ultima campagna è stato vaccinato in media solo il 23% di loro, andando dal 27,1% nel caso dei diabetici a un misero 13,6% nei pazienti affetti da patologie del fegato. Bassissima la copertura tra le donne in gravidanza, che a stento raggiunge l’1,7%. Risultati, questi, assai lontani dall’obiettivo di copertura minima del 75% (l’ideale sarebbe il 95%). Questa metà è stata fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità per anziani e persone a rischio. «Per far sì che le vaccinazioni antinfluenzali aumentino, occorre puntare soprattutto su comunicazione e informazione ai cittadini – sostiene Burioni – senza dimenticare che un ruolo fondamentale nel promuovere i vaccini viene svolto dal medico di famiglia, che è prossimo al paziente e che conosce i suoi bisogni assistenziali».

Per comprenderlo inizia a partire dal virus dell’influenza, una particella sferica controllata, all’interno, da proteine ​​(matrice) che determinano il tipo di virus:

A, che provoca epidemie e pandemie;

B, che causa piccole epidemie soprattutto nei bambini;

C, che provoca forme più lievi.

«All’esterno, invece, il virus influenzale è rivestito da un involucro formato da un doppio strato di lipidi, ricoperto da una sorta di colonna vertebrale costituite da due proteine, emoagglutinina (H) e neuraminidasi (N), che ha esaminato il virus dell’aggregato l’organismo », prosegue l’esperto. «In particolare, la proteina H mostra al virus di aderire, tramite alcuni recettori, alla superficie delle cellule che rivestono l’apparato respiratorio, mentre la proteina N prova la liberazione del virus dalle cellule infetta una volta avvenuta la replicazione virale». Ebbene, gli attuali vaccini, formati da frammenti inattivati ​​da emoagglutinina e neuroaminidasi, puntano a stimolare il sistema immunitario.

Una causa della camaleontica trasformazione delle proteine ​​non è mai una perfetta coincidenza tra l’ipotesi e la realtà, con il risultato che il sistema di difesa dell’organismo è in grado di riconoscere il virus, e quindi di contrastarli, solo parzialmente. Quanto più le modificazioni sono rilevanti tanto più l’epidemia sarà forte. Se i cambiamenti sono sostanziali, come accade quando i virus umani si combinano con quelli animali (riassortimento genico), ad esempio degli uccelli o dei maiali, può originarsi in un nuovo virus particolarmente aggressivo, in grado di provocare un’epidemia anche a livello mondiale, ovvero una pandemia. Per dare un’idea della grande mutevolezza del virus, basti pensare che dal 1968 oggi sono verificate oltre 4mila mutazioni e quattro pandemie.

Già da alcuni anni gli studiosi di Vaccitech, fondata su alcuni di quelli del Jenner Institute dell’Università di Oxford, in Inghilterra, stanno sperimentando un vaccino che, usano tenere conto delle proteine ​​esterne del virus, è costruito sulla base di quelle interne , che sono invariabili. Per intenderci, possiamo fare un paragone con il corpo umano: è come se il vaccino tradizionale fosse costruito su una caratteristica esterna variabile, come i capelli neri o gli occhi azzurri, mentre quello in sperimentazione fosse focalizzato sugli organi interni, quali cuore, polmoni, fegato. Nel primo caso, risulterebbero riservati solo gli individui portatori di determinate caratteristiche, nel secondo tutte le persone. Tuttavia, se tutto andrà bene, il nostro prodotto potrebbe essere pronto per il 2024-2025 ».

Ecco le regole d’oro della prevenzione

Oltre al vaccino, resta un caposaldo della prevenzione, non mancano altri consigli utili per rinforzare le difese immunitarie e tenere alla larga i virus familiari.

Alimentazione

In generale, è bene limitare il consumo di zuccheri e di grassi e consumare tre porzioni di verdura e due di frutta al giorno, meglio se di stagione. Bando alle diete drastiche (sotto le 1.200 calorie giornaliere), che hanno l’effetto di indebolire l’organismo, rendendolo più vulnerabile alle infezioni.

Integratori

In caso di particolari carenze, sempre dietro il consiglio del medico, si può ricorrere a integratori di vitamine C, D, E, zinco, probiotici, carotenoidi, omega 3. Ci sono anche integratori a base di piante, come echinacea, ginseng, olivello spinoso, bacche di goji, papaia fermentata. Questi prodotti si acquistano in farmacia, parafarmacia, erboristeria senza ricetta. Di solito è consigliato l’assunzione in cicli, con un periodo di sospensione, rispettando i dosaggi indicati nel «bugiardino».

Stili di vita

Lavate regolarmente le mani con acqua e sapone. Il lavaggio, della durata di almeno 40-60 secondi, deve prevedere accurato sfregamento, abbondante risciacquo, attenta asciugatura.

Non mangiate le unghie per evitare di presentare, attraverso la bocca, germi e virus presenti su superfici e oggetti.

Evita gli sbalzi termici che, nel passaggio dal caldo al freddo, favoriscono l’attacco dei virus.

Dormite otto ore. Non riposare a sufficienza porta un possibile cedimento delle difese immunitarie.

Fate movimento. L’attività motoria aumenta la funzionalità dei macrofagi, le cellule che ricoprono il ruolo di «spazzini» dell’organismo.

Combattere lo stress, aumentando la quantità di cortisolo in circolo, un ormone che interferisce con la risposta immunitaria e aumenta la suscettibilità alle infezioni. Provate a praticare yoga o pilates oppure semplicemente a fare una passeggiata nel verde.

In casa

Arieggiate la casa ogni giorno per circa 45 minuti, il tempo giusto per consentire il ricambio di aria e allontanare gli agenti infettivi.

Mantenete le giuste umidità e temperatura. In casa, d’inverno, stabilito esserci non più di 20-22 gradi con il 40-50% di umidità relativa. Per mantenere gli ambienti necessari umidificati si può usare, al bisogno, un umidificatore.

Tenete la casa pulita, spolverando regolarmente i mobili e le suppellettili.

In attesa del vaccino universale gli esperti stanno studiando il modo per rendere più semplice e rapida la vaccinazione annuale contro l’influenza. Una ricerca americana ha testato con successo su 100 persone di età compresa tra i 18 e i 49 anni il cerotto a micro-aghi. Si tratta di un supporto adesivo di circa un centimetro quadrato ricoperto di 100 microscopici aghi che incapsulano il vaccino antinfluenzale. Una volta applicato il dispositivo sulla cute, in una ventina di minuti gli aghi si dissolvono rilasciando il farmaco. Il principio attivo stimola una risposta immunitaria simile a quella provocata dalla tradizionale vaccinazione con fa e siringa. Il patch si conserva per un anno e ha il vantaggio di poter essere applicato a casa, senza necessità di recarsi in ambulatorio, e di essere accettato con facilità anche dai bambini. I risultati di sicurezza ed efficacia devono ora essere confermati da indagini più ampie.

FONTE: Ministero della Salute

Magi (Omceo Roma): “Azioni concrete contro pubblicità per chiedere risarcimenti infondati”

Magi (Omceo Roma): “Azioni concrete contro pubblicità per chiedere risarcimenti infondati”

di Redazione

Roma. 29 Ottobre 2019 – “Malasanità, denunciandola la combatti, fatti risarcire, rivolgiti all’agenzia di zona”; “Ti senti da solo contro i più forti? Proteggiti con noi, denuncia la malasanità!”; “Tutela legale malato: se pensi di aver subito un e danno derivante da casi di malasanità contattaci subito, zero spese di anticipo, pensiamo a tutto noi”. E ancora “Vittima di errore medico? Contattaci, hai dieci anni per ottenere un risarcimento!”. Questi sono alcuni claim pubblicitari in cui è facile imbattersi sfogliando un giornale, girando per le strade delle nostre città o guardando la televisione. In sostanza si tratta di inviti a fare causa ad una struttura o ad un medico qualora si ritiene di aver subito un danno derivante dalla cosiddetta “malasanità”. Intervenuto ad un Convegno sulla Legge Gelli e parlando di pubblicità ingannevoli nei casi di malasanità, il presidente Magi ricordando le iniziative messe in campo dalla Federazione e dagli ordini dei medici ha chiesto alla politica norme in grado di disincentivare il fenomeno delle cause temerarie. 

Pubblicità realizzate da società che lucrano sul dolore personale, per un intervento dall’esito inaspettatamente negativo, o sul dolore di chi ha perso una persona cara. “Vietare la pubblicità ingannevole,vietare per legge il patto quota-lite, sanzionare chi promuove cause temerarie, prevedere il risarcimento del danno al medico accusato ingiustamente”. Con queste quattro proposte si è chiuso l’intervento del Presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri della provincia di Roma, Antonio Magi, al Convegno sulla “Gestione della responsabilità professionale in un’azienda sanitaria a due anni dall’entrata in vigore della legge Gelli”, organizzato dall’Asl Roma 1.  In particolare Magi è intervenuto sul fenomeno delle pubblicità ingannevoli nei casi di malasanità ricordando le iniziative di contrasto che la Fnomceo e l’Ordine di Roma hanno messo in piedi. Tra queste l’accordo tra Omceo e Ordine degli avvocati capitolini per frenare le richieste di risarcimento infondate, firmato lo scorso giugno, e le campagne che la Federazione nazionale dei medici ha promosso per mettere in guardia contro le “bufale” sul web e i consigli di “Dr Google”.

Parlando di pubblicità ingannevoli e di società “spregiudicate” che spingono i malati (o i loro congiunti) a chiedere risarcimenti per ipotetici interventi medici malriusciti, Magi ha ricordato come tutto questo si riverberi in costi per il Ssn (la famosa medicina difensiva) e in costi per la giustizia (con migliaia di cause, sia civili che penali, che a stragrande maggioranza si risolvono in un nulla di fatto). Il fenomeno, ha ribadito Magi, è però difficile da eradicare specie in quelle aree del Paese, in particolare nel mezzogiorno, dove la causa contro il medico o la struttura, in tempi di crisi, è vista come una possibilità di welfare. Da qui la richiesta alla politica – è la conclusione del presidente – di mettere in campo quei provvedimenti atti a “vietare la pubblicità ingannevole,vietare per legge il patto quota-lite, sanzionare chi promuove cause temerarie, prevedere il risarcimento del danno al medico accusato ingiustamente”.